Olio di palma e grassi idrogenati. Quanto incide lo stile alimentare nell’esposizione a queste sostanze?

Italiani e francesi, i più esposti.

La sicurezza alimentare è oggi al centro del dibattito mondiale e i consumatori stanno già reagendo agli stimoli mediatici, adottando regimi alimentari più controllati (biologici, vegani e vegetariani) e attraverso una maggiore attenzione verso le sostanze aggiunte ai cibi confezionati, che stanno sempre più orientando i consumatori alla filosofia del “senza”: senza glutine, senza grassi idrogenati, senza oli vegetali, etc …. Ma quanto siamo esposti alle sostanze potenzialmente nocive contenute nei cibi industriali? Quali effetti hanno sulla nostra salute?

Fra le sostanze potenzialmente nocive aggiunte ai cibi industriali, le più diffuse sono gli Aromi artificiali (più di cento varietà diverse), presenti quasi ovunque ad eccezione delle carni industriali e degli alimenti impanati. Gli effetti indesiderati di tali eccipienti non sono tuttavia molto rilevanti per gravità, essendo più spesso associati al solo insorgere di allergie. Decisamente più rilevanti sono tutte quelle sostanze che aumentano il rischio di malattie gravi, come cancro, malattie cardiache e respiratorie. Fra questi troviamo i Grassi idrogenati, i Conservanti, i Coloranti, i Nitriti di sodio, gli Antischiuma e gli Oli vegetali. Una categoria intermedia di sostanze è legata al maggior rischio di patologie meno gravi rispetto alle precedenti, ma comunque importanti come diabete, insulino resistenza e ipertensione: sono lo Sciroppo di mais ad alto fruttosio, gli Edulcoranti e il Glutammato di sodio, il primo ed il secondo presenti nei cibi e nelle bibite dolci, mentre il terzo nei cibi pronti, surgelati e nelle carni industriali.

Un adulto attivo (30-50 anni) assume mediamente 2.300/2.500 Kcal al giorno. Tuttavia nei diversi Paesi europei le abitudini alimentari sono significativamente diverse. Secondo i dati dell’EFSA lo stile alimentare italiano si caratterizza per un più importante consumo di prodotti da forno e cibi dolci (quasi 600 Kcal al giorno, a fronte di una media europea che supera appena le 400).

Dati ricerche di mercato di Marketing Management sul food

La maggior propensione degli italiani verso cibi dolci non è esente da conseguenze, dato che questa tipologia di prodotti industriali contiene ben 6 delle 10 sostanze principali, potenzialmente dannose per la salute: sciroppo di mais ad alto fruttosio, grassi idrogenati, aromi artificiali, colorati, edulcoranti e oli vegetali. Lo stile alimentare in Italia è alla base di una maggiore esposizione complessiva a sostanze potenzialmente nocive, rispetto agli altri Paesi della Comunità europea. In pratica ciascun Paese, in base al proprio stile alimentare, si espone in maniera differente al consumo di ciascuna delle 10 principali sostanze aggiunte ai cibi industriali.

Per evidenziare l’esposizione dei vari Paesi alle sostanze potenzialmente nocive è stato calcolato un INDICATORE DI ESPOSIZIONE COMPLESSIVA MM alle 10 sostanze potenzialmente nocive, sommando le Kcal assunte in media giornalmente (EFSA) per ogni cibo che contiene ciascuna delle 10 sostanze, moltiplicato infine per 5 (Range di variazione 1-5; posizione media pari a 3). Secondo il nostro indicatore, Italia e Francia sono i Paesi con la maggior esposizione a sostanze potenzialmente nocive. I regimi alimentari di queste due nazioni sono molto simili. Questo risultato è strettamente legato al significativo peso di cibi dolci e prodotti da forno, che in tali Paesi rappresentano il 24% delle Kcal giornaliere di un adulto, a fronte di una media europea che si attesta attorno al 17%. Danimarca e Finlandia sono i Paesi con una minore esposizione complessiva.

Dati settore food Marketing Management

La sensibilità dei consumatori nei confronti di queste sostanze è in crescita, ma in Italia e Francia i livelli di consapevolezza non hanno ancora raggiunto la media europea. L’eccesso di Grassi idrogenati, Conservanti e Oli vegetali di cui si compone la dieta media di un italiano adulto espone la popolazione a maggiori rischi di cancro, obesità, diabete/insulino resistenza. Su livelli più bassi allergie, malattie cardiache e respiratorie.

Dati settore Food - Indagine di mercato Marketing Management

La popolazione adulta è di gran lunga più esposta rispetto ad ogni altra fascia d’età a sostanze potenzialmente nocive a causa di una alimentazione molto concentrata su cibi dolci, cibi pronti e surgelati. Man mano che ci si allontana dall’età adulta (in alto o in basso) l’esposizione si riduce notevolmente: nel caso dei Bambini la minore esposizione è dovuta al minor consumo di cibi pronti e surgelati, mentre nel caso dei Senior la minor esposizione appare legata al minor consumo di cibi dolci, per insorgere di diabete o altre patologie che inducono ad una alimentazione più sana.

Quanto sono consapevoli gli italiani dei rischi a cui vanno incontro e su come evitarli?

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