ESI: il nuovo modello per migliorare la performance
delle concessionarie

In uno scenario sempre più complesso e competitivo come quello dell’Automotive in Italia, emerge inevitabilmente l’esigenza di monitorare con estrema precisione la gestione della propria concessionaria. L’imprenditore, infatti, si trova alle prese con un mercato vasto e dalle plurime sfaccettature; ecco perché diventa essenziale avviare un confronto con i competitors in un’ottica di benchmark.

Ma come gestire un’attività di monitoraggio tanto complessa, senza perdere di vista parti importanti della “macchina concessionaria”?
La risposta, oggi, possiamo rintracciarla in ESI (Economic System Indicators): il nuovo modello di analisi delle performance delle concessionarie, attraverso il quale l’imprenditore può ottenere ottimi vantaggi competitivi dalle politiche di investimento, individuando punti di forza e di debolezza sui quali agire tempestivamente.
A tal proposito, abbiamo sperimentato ESI sul mercato palermitano, mettendo a confronto due note concessionarie (che chiameremo x e y), l’una diretta concorrente dell’altra. Uno studio, questo, avviato grazie alla scelta di specifici indici raggruppati in quattro aree: indici di mercato, reddituali, di struttura e di liquidità.
Dalla ricerca è emerso come la concessionaria x rilevi una performance decisamente migliore di y, in particolare per quanto concerne il ROI (Ritorno Economico) e il tempo medio di incasso.
Quanto, invece, agli indicatori che presentano margini di miglioramento, si è notato che, se il costo del lavoro sui ricavi per x ha un punteggio molto inferiore rispetto al diretto concorrente y, il capitale di terzi è mediamente coerente col mercato ma inferiore al voto del diretto y.

La suddetta ricerca è solo un breve esempio di un corpus analitico più ampio, che ha messo in luce le sue dinamiche attraverso l’approccio analitico-metodologico di ESI.

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